Nell’ andrologia la prevenzione è fondamentale fin dall’ adolescenza

L’articolo del quotidiano Libertà del 25 Aprile 2015:

Nell’andrologia la prevenzione è fondamentale fin dall’adolescenza.
L’individuazione precoce delle patologie tutela fertilità e vita sessuale.

L’andrologia è quella branca della medicina cui spetta la diagnosi e la terapia delle malattie e delle malformazioni degli organi riproduttivi maschili che possono compromettere l’attività sessuale e/o la fertilità.
Anche in questo ambito la prevenzione è fondamentale: un intervento precoce dal punto di vista diagnostico, ed eventualmente terapeutico, è più efficace nel soggetto giovane, soprattutto nell’ottica di tutelare la sua salute nell’età adulta.
“Dobbiamo però registrare – evidenzia Stefano Fiordelise, responsabile di Andrologia dell’Ausl di Piacenza – un limitato interesse del mondo scientifico al tema in età adolescenziale”.
Basta fare un semplice esperimento: “Se si avvia una ricerca su internet con i termini Adolescence&Andrology, i risultati relativi agli studi pubblicati sulle riviste internazionali sono pochissimi”. Agli antipodi è invece l’universo femminile: “I termini Adolescence&Gynecology – continua l’esperto – forniscono ben 1736 risultati”.
“Ciò conferma una realtà già nota: l’assenza di un vero referente specialistico che si occupi della salute del maschio, specialista che per la donna è invece sempre esistito”.
“Uno degli obiettivi della prevenzione andrologica è quello di tutelare la salute generale, la fertilità e la vita sessuale futura del giovane individuo”. In tal senso possono essere considerati “fattori di rischio” diverse patologie: il tumore del testicolo, il varicocele (dilatazione delle vene nello scroto), il criptorchidismo (mancata discesa dei testicoli alla nascita), i testicoli retrattili(testicoli che facilmente risalgono in cavità inguinale), gli ipogonadismi(alterazione degli ormoni che regolano la sfera sessuale), le patologie flogistiche, le cause immunologiche, le infezioni e le malformazioni congenite o acquisite.
“Appare chiaro– prosegue il dottor Fiordelise – che la ricerca precoce della patologia andrologica rappresenta la premessa indispensabile da parte degli individui e degli operatori medici, perché si attui un’attività preventiva efficace”. Quindi, gli obiettivi da raggiungere in quest’ambito sono rappresentati dall’individuazione precoce delle anomalie genitali, dal loro monitoraggio e dall’eventuale trattamento delle patologie in grado di determinare disturbi e patologie della sfera riproduttiva in età adulta.
Lo specialista andrologo risponde bene ai requisiti richiesti a una figura di riferimento nell’ambito della struttura consultoriale. L’esistenza di un referente in tal senso potrebbe
partecipare all’educazione sessuale informando i giovani e rassicurandoli, dove e quando necessario, sulle problematiche connesse all’esordio di una vita sessualmente attiva (funzione erettile, disturbi dell’eiaculazione, malattie sessualmente trasmesse, contraccezione, ecc.). Anche in tale contesto il maschio è attualmente penalizzato rispetto alla donna,
che trova spesso, proprio nel consultorio, il primo approccio con il ginecologo.”

A Piacenza da 10 anni un osservatorio permanente su stili di vita e fattori rischio

A Piacenza, da 10 anni, è in essere un progetto andrologico permanente. Promosso dall’associazione di Cultura e Solidarietà “Gli Stagionati “, rappresenta un osservatorio straordinario per monitorare il cambiamento degli stili di vita e dei fattori di rischio del sistema riproduttivo e sessuale dei giovani maschi. Ha una valenza importante non soltanto dal punto
di vista medico, ma anche per la ricchezza di implicazioni sociali che comprende.
I dati (che si riferiscono agli studenti dell’ultimo anno delle scuole superiori) evidenziano che sono in aumento le manifestazioni andrologiche cliniche e i disturbi della funzionalità sessuale.
“Già a 18 anni – evidenzia il dottore Stefano Fiordelise – è possibile rilevare patologie del sistema riproduttivo, che, se individuate precocemente, possono essere trattate per evitare che, in età più adulta, il potenziale di fertilità sia definitivamente compromesso e si debba ricorrere a tecniche di procreazione medicalmente assistita, che richiedono importanti risorse economiche ma soprattutto grandi coinvolgimenti psicologici ed emotivi della coppia». Non solo, in gioco ci sarebbe la qualità della vita sessuale dei giovani. Il dato sicuramente più eclatante è che rispetto a 10 anni fa quasi il doppio dei giovani si ritiene insoddisfatto delle proprie performance sessuali.
Negli ultimi 10 anni sono aumentati i giovani che soffrono di un calo del desiderio. Si tratta di una problematica dovuta principalmente a due fattori: l’immaturità dei giovani uomini rispetto alle donne, oggi più aperte e meno disinibite; e l’aumento della sessualità multimediale, che spinge i giovani uomini a praticare una sessualità autonoma che poi li inibisce di fronte ai rapporti reali.
“La frequentazione abituale di porno siti – continua l’esperto – allontana dal rapporto reale e interpersonale e induce precocità nell’orgasmo, autoerotismo spinto e calo del desiderio”.
“Non stupisce che tra gli intervistati – commenta Fiordelise -è fortemente incrementata la frequenza di coloro che giudicano non soddisfacente la propria sessualità”.
L’abitudine al fumo di sigaretta, l’abuso di sostanze alcoliche, l’utilizzo di droghe e l’assunzione di farmaci possono creare alterazioni della sessualità.
“A causa della mancanza di prevenzione, i problemi andrologici si sono accentuati”. In particolare, con la fine della visita di leva è venuto meno un filtro importante per riscontrare questo
tipo di patologie. “Per questo è fondamentale che gli studenti dell’ultimo anno delle superiori possano avere accesso a informazioni importanti per la loro salute, fornite da medici e personale specializzato”.

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