I medici ai giovani: << Prevenzione fondamentale per le malattie dell'apparato sessuale maschile>>

Salute maschile ancora in primo piano, ieri nella Sala Colonne dell’ospedale. Nell’ambito delle iniziative lanciate da Lilt e Ausl piacenza in occasione di Movember, il mese dedicato alla prevenzione “coi baffi”, circa 120 studenti delle scuole superiori piacentine hanno incontrato una serie di esperti per una lezione molto speciale. I dati da cui parte lo sforzo di sensibilizzazione sono inequivocabili: in tutta Italia meno del 5% dei giovani sotto in 20 anni ha mai fatto una visita dall’urologo, mentre nella stessa fascia d’età si controllano dal ginecologo 4 ragazze su 10.

Le cause di questo comportamento sono principalmente culturali. << La malattia e, in particolare le patologie che riguardano l’apparato sessuale maschile-mette in evidenza Franco Pugliese, presiedente Lilt Piacenza- sono ancora una sorta di tabù>>.

In tutto il mondo l’aspettativa di vita maschile è più bassa rispetto a quella femminile: nel nostro paese è di 79 anni contro 85. << Gli uomini fanno pochi controlli, su vaccinano meno e vanno dal medico solo quando ci sono sintomi serie e, spesso, la patologia è già in fase avanzata>>. Un altro dato “agghiacciante”, citato da Elisabetta Borciani, direttore di Epidemiologia e comunicazione del rischio, è quello sulla infertilità: <<La qualità degli spermatozoi prodotti dai maschi italiani è calata del 50 per cento>>.

L’invityo forte lanciato ieri mattina agli studenti è quello di fare prevenzione. <<La neoplasia testicolare, pur essendo rara, è il tumore maligno più frequente nei maschi – ha detto il primario di Urologia Ivan Matteo Tavolini – tra i 15  i 35 anni>>. Ma è curabile, ha aggiunto, se la diagnosi è precoce.

Il medico di famiglia Davide Morsia ha invece posto l’accento sui defcit di erezione, ricordando che è essenziale prevenire l’abuso di Viagra e analoghi tra i giovani quando sono utilizzati non per curare una patologia ma per migliorare le prestazioni sessuali.

Il dotto Marzio Sisti ha invece parlato di malattie sessualmente trasmissibili: << Nel caso della salute maschile esiste una infinita serie di credenze popolari, leggende metropolitane e convinzioni religiose che rendono difficile una sana e corretta educazione su questo tema>>.

<<L’andrologo – ha poi ricordato Stefano Fiordelise, referente di Andrologia per l’ Ausl- è il medico dell’uomo, figura sempre più necessaria per affrontare le problematiche di salute maschili. Anche in questo ambito le statistiche parlano chiaro: un uomo su 10 soffre di disfunzione erettile, ma solo uno su quattro riconosce questo disturbo come una malattia. Gli altri non si curano non ne parlano con un medico>>.

<<I maschi – ha concluso Antonio Mosti, direttore Sert di Piacenza, raramente sono educati a conoscere come sono fatti. Per tanto non vi è una grande attenzione a prendersi cura della parte più nascosta. Per questo il fattore culturale diventa centrale nella tutela della salute maschile>>.

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